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dom 10 maggio 19:38
Capoterra (CA, Sardegna) · Monte Arcosu

Natura · Parchi · Capoterra

Monte Arcosu

L'Oasi WWF più estesa d'Italia, 3.600 ettari di macchia mediterranea sopra Capoterra. Cuore del Parco Regionale di Gutturu Mannu, casa di circa mille cervi sardi.

Sotto Capoterra, dove la SS195 piega verso ovest, la macchia mediterranea si chiude in una valle che sale fino a quota 950: è Monte Arcosu, una delle ultime foreste di leccio e sughera della Sardegna meridionale. L'oasi WWF qui istituita nel 1985 è oggi la più grande d'Italia per estensione, e ha una missione chiarissima: salvare il cervo sardo, che quarant'anni fa contava meno di cento esemplari.

I

L'oasi WWF

L'Oasi WWF di Monte Arcosu copre circa 3.600 ettari nei territori comunali di Capoterra e Assemini, in una valle compresa tra il Rio Guttureddu e i monti di Sa Canna. Fu istituita nel 1985 grazie a una raccolta fondi internazionale del WWF che permise l'acquisto delle prime aziende agricole abbandonate; le successive donazioni hanno portato l'estensione attuale, rendendo Monte Arcosu l'oasi privata più estesa del paese.

Il rilievo principale, il Monte Lattias (1.087 m), domina il complesso. La vegetazione dominante è il bosco a leccio con sottobosco di corbezzolo, fillirea, lentisco, cisto e mirto; nelle zone di crinale prevalgono la sughera e l'olivastro. Il corso d'acqua principale, il Rio Guttureddu, scorre per 12 km in fondo alla valle.

II

Il cervo sardo

Cervus elaphus corsicanus — il cervo sardo — è una sottospecie endemica della Sardegna e della Corsica, più piccola del cervo continentale. A inizio Novecento era diffuso in tutta l'isola; bracconaggio e perdita di habitat lo portarono sull'orlo dell'estinzione: nei primi anni '80 si stimavano meno di 100 esemplari in tutta la Sardegna, di cui circa 50 a Monte Arcosu.

Il piano di protezione e ripopolamento avviato dal WWF, in collaborazione con il Corpo Forestale e l'Università di Cagliari, ha permesso la ricostituzione della popolazione. Oggi a Monte Arcosu vivono tra 700 e 1.000 cervi, la maggiore concentrazione della specie. La fase migliore per l'avvistamento è settembre-ottobre, durante il bramito (la stagione degli amori): i maschi si sfidano con il caratteristico richiamo gutturale, udibile per chilometri. Avvistamenti in altri periodi sono più rari ma possibili all'alba e al tramonto.

L'oasi ospita anche il gatto selvatico sardo, il cinghiale sardo, l'aquila reale, il falco pellegrino, il martin pescatore e diverse specie endemiche di anfibi e rettili.

III

Sentieri

Sa Canna

3 h · 5 km · facile

Anello breve dal centro visite, attraversa il bosco di leccio fino al guado del Rio Guttureddu. Adatto a famiglie con bambini sopra i 6 anni.

Sa Canna · Su Mali Pais

4 h · 7 km · medio

Estensione del precedente verso il versante più alto, con punto panoramico sulla valle del Guttureddu. Dislivello circa 300 m.

Monte Lattias

6-7 h · 12 km · difficile

Salita alla cima del rilievo (1.087 m). Solo con guida, dislivello 700 m, consigliato a escursionisti allenati. Vista a 360° sul Sulcis e sul Golfo degli Angeli.

IV

Accesso e regole

Il centro visite di Monte Arcosu si trova in località Sa Canna, sulla SP91 da Sarroch. Da Capoterra si raggiunge in 25 minuti via SS195 + SP91 (cartelli "Oasi WWF Monte Arcosu"). L'oasi è aperta tipicamente sabato e domenica tutto l'anno, e mercoledì-venerdì in alta stagione (estate). Prenotazione consigliata via il sito WWF, in particolare per visite guidate e weekend di settembre-ottobre.

Biglietto d'ingresso a contributo libero. L'oasi è privata: l'accesso è regolamentato per proteggere la fauna. Vietato uscire dai sentieri, raccogliere flora, accendere fuochi, portare cani non al guinzaglio. Vietate biciclette e mezzi a motore lungo i sentieri. Le visite guidate (anche per scolaresche) si prenotano dal centro visite.

Informazioni aggiornate, prenotazioni e calendario eventi sul sito ufficiale: wwf.it/oasi/monte-arcosu .

V

Parco Regionale di Gutturu Mannu

L'Oasi di Monte Arcosu è il cuore di un'area protetta più ampia: il Parco Regionale di Gutturu Mannu, istituito dalla Regione Sardegna nel 2014. Il parco copre circa 16.000 ettari nei territori di otto comuni (Capoterra, Assemini, Uta, Sarroch, Siliqua, Pula, Domus de Maria, Villa San Pietro) e tutela uno dei comprensori boschivi più estesi del Mediterraneo: leccio, sughera, roverella e oltre 50 specie vegetali endemiche.

Oltre all'oasi WWF, il parco include il SIC (Sito di Interesse Comunitario) di Foresta di Pixinamanna, la Foresta Demaniale di Pantaleo, il Rio Guttureddu e Rio Pula. È attraversato da una rete di sentieri pubblici (al di fuori dell'oasi) gestiti da Forestas, l'agenzia regionale per le foreste.

VI

Quando andare

Settembre · ottobre
Bramito del cervo, periodo migliore per gli avvistamenti. Visite guidate dedicate, prenotazione obbligatoria.
Aprile · maggio
Fioritura della macchia, temperature ideali per i sentieri lunghi (Monte Lattias). Possibili avvistamenti di pulli (cuccioli) di cervo.
Luglio · agosto
Sentieri praticabili solo all'alba o al tardo pomeriggio per il caldo. Visite più brevi, alta pressione di prenotazione weekend.
Inverno
Bosco silenzioso, fauna meno attiva ma sentieri liberi. Periodo migliore per birdwatching (aquila reale, gufi).
VII

Approfondimenti e fonti