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Capoterra · Sardegna

Scopri Capoterra

Un angolo della Sardegna tutto da esplorare: storia millenaria, natura incontaminata e tradizioni vive.

Il Territorio

Capoterra (in sardo Cabuderra) si estende lungo la costa sud-occidentale della Sardegna, a soli 15 chilometri da Cagliari, affacciata sul braccio occidentale del Golfo degli Angeli. Il nome deriva dal latino Caput Terrae — "testa della terra" — perché rappresentava la prima terra che si incontrava dopo la laguna di Santa Gilla arrivando da Cagliari.

Con oltre 23.000 abitanti distribuiti su 68,49 km², il territorio si articola in tre nuclei: il centro storico pedemontano ai piedi delle colline di Montarbu e Monte Arrubiu, la fascia costiera sviluppata dagli anni '60, e la zona collinare di Poggio dei Pini. Dalle alture si domina un panorama che spazia dalle montagne del Sulcis fino al mare, passando per lo stagno e la piana del Campidano.

Storia

Le origini di Capoterra si perdono nella preistoria. A Cuccuru Ibba sono stati rinvenuti un'officina litica neolitica e resti di capanne circolari. L'epoca nuragica ha lasciato tracce a Baccu Tinghinu e il nuraghe di Monti Arrubiu, mentre l'insediamento punico di Su Loi e la necropoli di Sant'Antonio (V-IV secolo a.C.) testimoniano la presenza cartaginese.

In epoca romana sorse un oppidum presso lo stagno. Durante il Medioevo Capoterra fu villa del Giudicato di Cagliari, contesa tra pisani e aragonesi. Nel 1353 il Giudice Mariano IV ne ordinò la distruzione: il territorio rimase spopolato per tre secoli.

La rinascita avvenne il 9 maggio 1655, quando il Barone Girolamo Torrelas rifondò l'abitato con il nome di "Villa di Sant'Efisio", richiamando famiglie dal Logudoro e dalla Gallura. Nel 1840 Carlo Alberto abolì il feudalesimo e Capoterra divenne comune autonomo.

Un capitolo importante è quello industriale: nel 1862 venne inaugurata la prima ferrovia della Sardegna, un tracciato a scartamento ridotto di 14,5 km che collegava la miniera di San Leone al porto di Maramura. Nel 1858 l'ingegnere francese Gouin aveva acquisito la tenuta di Baccu Tinghinu, dove nel 1865 piantò quello che è considerato l'eucalipto più antico della Sardegna.

Natura e Parchi

Il territorio di Capoterra custodisce una biodiversità straordinaria, dalle zone umide costiere alle foreste montane.

Parco di Gutturu Mannu

Sulle alture si estende il Parco di Gutturu Mannu, che ospita la più grande lecceta del Mediterraneo — quasi 4.000 ettari di foresta ininterrotta di lecci, querce da sughero ed eriche. I sentieri attraversano gole profonde e sorgenti naturali, in un paesaggio che non ha eguali in Europa.

Stagno di Santa Gilla

Ai piedi del paese si apre lo Stagno di Santa Gilla, una delle zone umide più importanti d'Europa. Qui vive una colonia stanziale di fenicotteri rosa, insieme ad aironi, cormorani, folaghe e sterne. Il CEAS Casa Spadaccino (Centro di Educazione Ambientale) organizza percorsi educativi ed escursioni per esplorare questo ecosistema unico.

Oasi WWF di Monte Arcosu

Nel territorio confinante, l'Oasi WWF di Monte Arcosu protegge il cervo sardo — una sottospecie endemica salvata dall'estinzione grazie a decenni di tutela. La macchia mediterranea ospita anche cinghiali, volpi, martore, aquile reali e falchi pellegrini.

Spiagge e Mare

La costa di Capoterra e i litorali limitrofi offrono alcune delle spiagge più belle della Sardegna meridionale.

  • Spiaggia della Maddalena (Lido di Capoterra) — la spiaggia più vicina al centro, con stabilimenti e il beach club Cayo Loco
  • Chia — a 20 minuti, celebre per le acque cristalline e le dune di sabbia
  • Su Giudeu — baia protetta con isolotto raggiungibile a piedi
  • Tuerredda — caletta selvaggia tra le più fotografate dell'isola
  • Nora — spiaggia accanto all'area archeologica fenicio-romana
  • Costa di Teulada — tratti di litorale incontaminato con contrasti spettacolari

Monumenti e Luoghi

Chiese

  • Chiesa Parrocchiale di Sant'Efisio (1855-1858) — edificio principale del centro storico, dedicato al patrono
  • Chiesa di Santa Barbara de Montes (1281) — gioiello in stile romanico-pisano sulle alture, dove secondo la leggenda la Santa fu decapitata. Nel punto in cui cadde la testa sgorgò la sorgente di Sa Scabizzada
  • Chiesa di San Girolamo (1615) — costruita dai frati gerolamiti
  • Chiesa stazionale di Su Loi — tappa della processione di Sant'Efisio il 1° maggio

Edifici storici

  • Casa Melis — residenza in stile Liberty e tardo-gotico, tra gli edifici civili più notevoli
  • Casa Spadaccino — ex stazione mineraria, oggi sede del CEAS (Centro di Educazione Ambientale)
  • Villa Gouin — tenuta francese con arredi d'epoca e la biblioteca con schizzi originali di Lamarmora

Altri luoghi

  • Osservatorio Astronomico — presso Poggio dei Pini
  • Fortini militari di Pauliara — fortificazioni storiche
  • Torre di Su Loi — torre costiera di avvistamento
  • Saline Conti Vecchi (FAI) — le saline più longeve della Sardegna, visitabili con tour guidato in trenino

Tradizioni e Cultura

La vita comunitaria di Capoterra è scandita da feste religiose e tradizioni secolari.

Feste principali

  • Sant'Efisio (15 gennaio) — festa del patrono. Il 1° maggio la processione da Cagliari a Nora fa tappa alla chiesa di Su Loi
  • Santa Barbara (prima settimana di luglio) — festa campestre con processione alla chiesa romanica sulle alture
  • Monumenti Aperti — Capoterra partecipa alla manifestazione regionale con l'apertura straordinaria di chiese, case storiche e siti archeologici

Folklore

I gruppi folk S'Attobiu e Sa Scabitzada mantengono vive le tradizioni con esibizioni di balli tipici in costume sardo e coro polifonico. Il nome "Sa Scabitzada" (la decapitata) richiama la leggenda di Santa Barbara e la sorgente miracolosa che sgorgò dove cadde la sua testa.

Fonti: Wikipedia, Città Metropolitana di Cagliari, GeoSardGIS, Monumenti Aperti, Isola Sarda, Gent'Arrubia. Le informazioni sono rielaborate da fonti pubbliche e verificate su più riferimenti.