Scopri · Capoterra
Tradizioni e Cultura
Le feste patronali, il folklore e la cucina del Campidano.
A Capoterra il calendario è ancora segnato dalle feste religiose. Le più antiche risalgono alla rifondazione del 1655, quando i coloni portarono ciascuno il culto del proprio santo.
Calendario delle feste
Gennaio
15
Sant'Efisio
Festa del patrono di Capoterra. Celebrazioni religiose e processione nel centro storico. Nel Settecento la festa era una delle oltre 20 celebrazioni annuali che attiravano visitatori da tutta la Sardegna.
Gennaio
17
Sant'Antonio Abate
Festa istituita intorno al 1720 grazie al lascito testamentario di Fulgenzio Piano. Una delle tradizioni più antiche della Capoterra moderna.
Maggio
1
Processione di Sant'Efisio
Il corteo da Cagliari verso Nora fa tappa alla chiesa di Su Loi per la benedizione. Una delle processioni religiose più antiche del Mediterraneo, documentata fin dal Seicento.
Giugno
24
San Giovanni Battista
Festa storicamente tra le più importanti di Capoterra. Nel Settecento attirava ospiti da diverse regioni della Sardegna, che portavano le reliquie dei propri santi.
Luglio
1a sett.
Festa di Santa Barbara
Festa campestre con processione alla chiesa romanica sulle alture del 1281. Santa Barbara è co-patrona di Capoterra: le sue reliquie furono riscoperte il 23 giugno 1621 ed è venerata come Vergine Martire Cagliaritana.
Autunno
Monumenti Aperti
Capoterra partecipa alla manifestazione regionale con l'apertura straordinaria di chiese, case storiche e siti archeologici. Visite guidate gratuite.
Scopri i monumenti →Folklore

I gruppi folk S'Attobiu e Sa Scabitzada si esibiscono in balli tipici in costume sardo e coro polifonico durante le feste patronali e le serate culturali.
Il nome "Sa Scabitzada" (la decapitata) richiama la leggenda di Santa Barbara: dove cadde la testa della Santa sarebbe sgorgata una sorgente, tuttora esistente sulle alture di Capoterra. La sorgente è nota come Sa Scabizzada.
Solidarietà e associazioni
Negli anni '40 e '50 le Donne di Carità, un gruppo di 50 volontarie, prestavano assistenza domiciliare a oltre 40 famiglie bisognose, anziani e malati. Accanto a loro operavano le associazioni religiose di Sant'Anna, Santa Barbara, Santa Lucia, la Piazza del Carmine, Sant'Antonio, San Luigi. Nel Settecento questo tessuto associativo sosteneva oltre 20 feste religiose all'anno, finanziate dai lasciti testamentari dei fedeli.
Il calendario festivo di Capoterra è diverso da quello dei paesi vicini. I coloni arrivati nel 1655 da diverse regioni della Sardegna portarono ciascuno il culto del proprio santo, e il risultato è un miscuglio di devozioni che non si trova altrove.
Gastronomia
La cucina è quella del Campidano, con l'aggiunta del pesce fresco dallo stagno e dei prodotti delle aziende agricole della zona.

Porceddu al mirto
Maialino arrosto cotto lentamente su braci di legna aromatica, profumato con foglie di mirto.
Pane Carasau
Il pane tradizionale sardo, sottilissimo e croccante. Il Panificio Pireddu lo produce con lievitazione naturale.
Vini biologici
Le Cantine Antigori producono vini che beneficiano del microclima unico tra mare e montagna.
Miele e conserve
L'Azienda Agricola Planu e Mesu coltiva frutta biologica e produce marmellate, sott'oli e conserve artigianali.
Liquore di mirto
Distillato tradizionale dalle bacche di mirto selvatico raccolte nella macchia mediterranea.
Dolci tradizionali
Pardulas, amaretti e seadas: la pasticceria sarda con ricotta fresca, mandorle e miele.